
21 gennaio 2010
ELEZIONI REGIONALI: il “Movimento per Perugia” si prepara alla grande sfida
“Le liste d’attesa nella sanità costituiscono un problema”
“Al PDL manca la volontà di realizzare la svolta; si accontenta del ruolo di minoranza per non disturbare il manovratore. L’assicurazione a favore delle vittime della criminalità è un’ammissione di impotenza. L’unico partito in sintonia con noi è la Lega Nord”.
di Armando Vignaroli
Carla Spagnoli, galvanizzata dal sorprendente risultato ottenuto alle amministrative, pensa con serietà d’intenti alle prossime elezioni regionali. E’ molto attiva nel territorio, tratta con cipiglio e determinazione i problemi che affliggono i cittadini, lavora con passione ed entusiasmo per migliorare l’organizzazione del Movimento che ha creato circa un anno fa.
Le abbiamo chiesto: Come sta andando il Movimento per Perugia? «Molto bene. Stiamo proseguendo nell’attività che ci vede presenti su tutte le problematiche che interessano la nostra comunità, cerchiamo di essere, come sempre, particolarmente attenti ai reali bisogni della gente. Al momento siamo impegnati nella raccolta delle firme per l’abolizione delle liste d’attesa nella sanità che costituiscono un problema gravissimo, a volte drammatico, per tanti cittadini umbri. Debbo dire, con soddisfazione, che registriamo un crescente consenso per il nostro lavoro».
Entrerà a far parte del costituendo raggruppamento “Umbria Civica”? «Penso che sia normale e doveroso, per un Movimento come il nostro, osservare con interesse ed attenzione tutto ciò che sta maturando. Ma sentiamo l’esigenza di valutare il grado di omogeneità che questi raggruppamenti sono in grado di esprimere nonché la collocazione politica che intendono assumere. Per ora ogni discorso è prematuro».
A Perugia, con la nomina del nuovo Sindaco, si sono avuti miglioramenti in fatto di sicurezza, trasporti, sanità, vivibilità? «No, ma non c’era neppure da aspettarseli in quanto Boccali non rappresenta una novità ma semplicemente la continuità, avendo ricoperto nella passata amministrazione un ruolo di primissimo piano».
Eppure sulla sicurezza ha varato l’assicurazione a favore delle vittime della criminalità. «La sicurezza si persegue con la prevenzione, impedendo che vengano commessi i crimini, non con il risarcimento del danno che l’azione delittuosa determina. Paradossalmente quel provvedimento è una ammissione di impotenza».
Alle prossime elezioni regionali cambierà lo scenario politico in Umbria o tutto rimarrà invariato? Ed ancora, secondo lei, al PDL manca la forza o la volontà di realizzare il cambiamento? «Penso che l’emorragia di voti che ha colpito la sinistra alle amministrative possa continuare. Spetta al PDL creare le condizioni che possano determinare la svolta che auspichiamo da anni. Certo è che non si prepara un ribaltamento di maggioranza facendo una opposizione più di facciata che di sostanza ed esprimendo una candidatura alla Presidenza in dirittura di arrivo, come è accaduto per la scelta del candidato Sindaco».
Visto che ha citato l’esempio del candidato Sindaco, Pino Sbrenna c’è ancora nel PDL? «Non se ne ha notizia….. fino alla scorsa settimana, quando ha rinunciato al ruolo di portavoce del PDL.; ufficialmente per diversità di opinioni. Ma forse anche perchè si è reso conto che nel PDL è veramente raro trovare…una “voce da portare”».
Maria Rita Lorenzetti sarà candidata per la terza volta? «Penso proprio di si. E’ gradita alla maggioranza e – mi sembra – non sgradita neppure alla attuale minoranza».
Il “Movimento per Perugia” si presenterà alle Regionali con una lista indipendente o appoggerà qualche formazione politica ed eventualmente quale? «E’ prematuro fare qualsiasi ipotesi. Attendiamo di conoscere in che misura verranno tradotti nella nuova legge elettorale i famelici appetiti dei partiti maggiori, quale soglia di sbarramento imporranno. Solo allora cominceremo a fare le nostre valutazioni anche in ordine ad eventuali alleanze. Con quale formazione politica? Noi siamo impegnati sulla sicurezza e l’ordine pubblico, nel combattere il degrado della nostra città che vede interi quartieri preda degli spacciatori e della prostituzione, nel contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina, nel combattere contro i processi di islamizzazione a discapito degli italiani, nel difendere le nostre tradizioni e la nostra identità, etc. . Chi condivide…….»
Pensa alla Lega? «Il comune senso del rispetto degli impegni presi con gli elettori, l’essere interpreti dei bisogni autentici dei cittadini, le battaglie in mezzo alla gente e con la gente (quello che manca ora alla sinistra sempre più lontana dal popolo), mi portano a pensare che ciò che rappresenta la Lega al Nord, potrebbe essere in sintonia con l’azione che noi stiamo conducendo nelle nostre zone».
LA NOTIZIA
Tracchegiani si è iscritto alla Lega Nord
di Armando Vignaroli
“Ho riflettuto a lungo prima di prendere la decisione ed ho capito che il modo in cui io intendo la politica è patrimonio fondante anche della Lega Nord; unico partito non assoggettato a logiche di potere” – ha detto Aldo Tracchegiani dopo aver partecipato alla movimentata riunione della Lega che, al Plaza, ha sancito le dimissioni di Francesco Miroballo da segretario regionale. Nel 2007 l’ex pupillo di Storace aveva lasciato Alleanza Nazionale per aderire con entusiasmo alla realizzazione del nuovo partito denominato “La Destra”. Ricorda che nel corso della prima stagione di adesioni, l’Umbria è stata la regione con il maggior numero di tesserati e che alle politiche del 2008 La Destra ha ottenuto nella nostra Regione il migliore risultato nazionale (3,6%)”. Tracchegiani ha ricoperto incarichi di prestigio nel partito di Storace, tra i quali quello di responsabile nazionale dell‘organizzazione. “Negli ultimi tempi – ha commentato – sono venute meno le condizioni politiche per la mia permanenza nel partito; non mi rispecchiavo più nell’evoluzione del progetto”. “La Lega – ha aggiunto – è l’unica forza politica di centro destra che sposa il pluralismo interno, che porta avanti i programmi con determinazione e passa con coerenza dalle parole ai fatti attuando la politica del fare come, ad esempio, gli interventi contro l’immigrazione clandestina, la ripresa delle opere pubbliche, la tutela dei prodotti italiani, lo snellimento legislativo, la tutela dell’identità locale, la rinnovata attenzione nei confronti delle forze dell’ordine, ecc.” Tracchegiani è entusiasta per l’avvenuta iscrizione al partito di Bossi; la soddisfazione non si è affievolita neppure quando Paolini, il Commissario, ha detto chiaro e tondo: “I candidati per le Regionali devono aver maturato almeno due anni di militanza nel Carroccio”. Il “Trac” spera che la Lega Nord attui qualche deroga per ottenere risultati di prestigio pure in Umbria.
INFLUENZA A/H1N1: potrebbe essere molto più pericolosa la cura del male
Un’iniezione di “menzogne”!

Dott. Tancredi Ascani

Dott. Tancredi Ascani
Il dott. Tancredi Ascani spiega le ragioni per dire no al vaccino
di Francesco Casaburi
Il vaccino antinfluenzale ha un’efficacia quasi nulla e potrebbe essere molto pericoloso per la salute… a meno che la salute in questione non sia quella delle casse delle grandi case farmaceutiche!
Questo il verdetto che emerge inesorabile al termine della conferenza tenuta dal dott. Tancredi Ascani, venerdì 11 dicembre a Perugia (evento è organizzato dall’Associazione Culturale Tyr Perugia in collaborazione con il Gruppo Editoriale Macro e Terra Nauta).
Più che una conferenza, un processo per direttissima.
Il medico chirurgo perugino snocciola dati precisi, scientifici, dimostrati empiricamente. Per un’ora buona va avanti ad illustrare “i 5 capi d’accusa” che inchiodano senza scampo l’imputato.
Cinque punti dicevamo. Cinque ragioni perentorie: 1)EFFICACIA SCARSA O NULLA dei vaccini in genere, tesi dimostrata, come ci tiene a sottolineare il dott. Ascani da numerosi studi. Le vaccinazioni causano anzi un forte abbassamento delle difese immunitarie.
2)INSUFFICENTI PROVE SULLA SICUREZZA DEL VACCINO, il quale ha ricevuto l’autorizzazione solo in virtù di “circostanze eccezionali” (come recita il foglietto illustrativo del farmaco), ossia senza aver rispettato le normali tempistiche e procedure per verificarne efficacia e controindicazioni. Le eccezionalità non finiscono qui: le case farmaceutiche hanno ottenuto, in estate, l’impunità da eventuali danni causati dal vaccino. E non basta: per la prima volta in Italia, per il vaccino antinfluenzale sarà necessario firmare un documento in cui si sollevano operatori sanitari e ASL da responsabilità su eventuali effetti collaterali (già verificatisi in vari paesi).
3) VACCINO POTENZIALMENTE MOLTO PERICOLOSO.
Tiomersale, formaldeide, squalene: tutte sostanze potenzialmente molto pericolose. Lo squalene, per esempio, “è fortemente sospettato di provocare gravi malattie autoimmunitarie e neurodegenerative”. Preoccupazioni eccessive? Non lo dite in Germania, dove ministri ed esercito riceveranno un diverso tipo di vaccino, privo dell’adiuvante allo squalene.
4)L’INFLUENZA A E’ POCO AGGRESSIVA, 10-20 volte meno letale della comune influenza stagionale. I casi di decesso riguardano quasi esclusivamente persone già gravemente ammalate. In Australia, dove il picco influenzale è già terminato, essendo l’inverno ormai alle spalle, l’influenza ha causato molti meno morti di una normale influenza. Tutto ciò senza che fosse somministrato alcun vaccino.
5)LA VACCINAZIONE DI MASSA POTREBBE FAVORIRE LA MUTAZIONE DEL VIRUS. Quanto sostenuto dal dott. Ascani non è frutto di catastrofiche deduzioni personali, ma argomentazioni documentate, basate sulle più attuali ricerche, e condivise da moltissimi medici. Da quali medici? Quelli che “davanti alle televisioni non possono parlare”, come riferisce il dott. Ascani, “perché in Italia siamo bene lontani dall’avere un’autentica libertà di stampa ed espressione”.
In ballo c’è troppo. Parliamo di cifre da capogiro, un giro d’affari colossale che fa dell’industria farmaceutica una delle poche che, in tempi di crisi, chiude sempre con il segno positivo. Mucca pazza, Saars, Aviaria, Suina ecc…Un unico ceppo, il medesimo virus. Intorpidisce le menti, paralizza i pensieri: è l’influenza mediatica, manipolazione di massa. “Evitate le fonti di contagio, spegnete la tv”.
SOL INVICTUS
di Fabio Polese
“L’inizio esoterico dell’anno si celebra al Solstizio d’Inverno,

SUGGESTIVO: il Solstizio d'inverno
quando si depone un ’seme’ sotto terra, un’idea, un progetto e si esprime un proposito da attuare nell’arco dell’anno. All’Equinozio di Primavera, se lo abbiamo protetto e nutrito bene, uscirà dalla terra e apparirà alla luce del sole.” (Cit. in “Le porte di Luce”, Edizioni Synthesis).
Julius Evola sosteneva che vi sono riti e feste, sussistenti ormai solo per stanca consuetudine nel mondo moderno, che si possono paragonare a quei grandi massi che il movimento delle morene di antichi ghiacciai ha trascinato dalla vastità del mondo delle vette fin giù, verso le pianure. Tra tali riti vi sono le ricorrenze come il Natale ed il Nuovo Anno che rivestono oggi, prevalentemente, il carattere di una placida o consumistica festa familiare.
Al contrario di quello che si possa pensare oggi, tali feste sono ritrovabili già nella preistoria e in molti popoli con un ben diverso sfondo, incorporate da un significato cosmico ed universale. Molte volte, se non da chi non lascia nulla al caso, passa inosservato il fatto che la data del Natale non è dovuta ad una particolare tradizione religiosa, quale quella cristiana in Occidente, ma è determinata innanzitutto da una situazione astronomica peculiare: quella definita, appunto, del Solstizio d’Inverno.
Per l’uomo della Tradizione ogni fenomeno cosmico è simbolo spirituale che produce effetti nelle profondità della mente e del corpo dell’uomo. Quando l’acqua fredda cade, si arrotonda in neve e si irrigidisce in ghiaccio è arrivato il tempo d’inverno e il nostro cammino si arresta per una attimo alla porta sacra del Solstizio: qui siamo posti, dunque, innanzi all’oscuramento del Principio solare nel mondo. L’anima insorge quando la luce del Sole non da più supporto alla forza del corpo e non nutre le sottili spire dell’anima ed è proprio allora che ogni uomo dovrebbe concentrarsi su ciò che deve compiere, sugli anagrammi della vita che deve sciogliere, su quello che può trasformare dentro di sè e nel ristretto ambiente in cui vive, su ciò che può imparare dagli altri: meditare per realizzare.
Il Solstizio d’Inverno è il nuovo inizio, l’avvio del ciclo. Dal punto di vista esoterico, vale a dire dal punto di vista che custodisce all’interno del microcosmo umano un riflesso e una scintilla di luce del macrocosmo divino, il Solstizio e’ celebrato come l’annuncio del rinnovamento esteriore ed interiore della Natura e dell’Uomo. E’ il momento più propizio, dunque, per ‘piantare’ nella nostra mente e nel nostro cuore il ‘seme’, per formulare fermamente quel proposito che determinerà la qualità del prossimo anno allontanando dal nostro animo il rancore, la paura e le invidie che ci bloccano all’ombra della luce.
Note: Julius Evola in “Simboli della tradizione occidentale”, Arktos, 1989
CURIOSITA’: L’affascinante pratica della rabdomanzia
Alla ricerca dell’acqua

IL RABDOMANTE Egidio Tozzi

IL RABDOMANTE Egidio Tozzi
L’assisano Egidio Tozzi ha scoperto migliaia di sorgenti fra Umbria e Toscana
di Matteo Bianchini
Sta ormai calando la sera ad Assisi quando veniamo gentilmente accolti nell’ufficio del signor Egidio Tozzi.
La pioggia autunnale quasi predice l’argomento della discussione e cioè l’acqua, con la differenza però che il nostro interlocutore la sente arrivare dal basso, essendo uno stimato rabdomante. Inizia così un viaggio affascinante alla scoperta di questa sensibilità tipica di alcune persone, che affonda le sue radici in tempi antichissimi.
Il signor Tozzi vive tuttavia questa situazione in maniera spontanea, senza interpretazioni e studi particolari: «Lo faccio per passione, ma è soprattutto un modo per avere sempre un ricordo di mio padre, da cui ho ereditato tale capacità. Infatti sentii per la prima volta la potenza dell’acqua quando, ventenne, lo accompagnai a fare un sopralluogo sopra Marsciano. Lui non aveva più bisogno del ramo, sapeva individuare i punti esatti solo con le sensazioni. In certi periodi della mia vita ho fatto aprire più di 200 pozzi l’anno, fino alla Toscana. A volte 3 o 4 in un giorno, compresi i primi insediamenti sul Colle della Trinità. Era anche stancante, ma chiedevo solo un rimborso per le spese di viaggio. Forse sarei potuto diventare ricco, ma mi basta la soddisfazione di aver trovato l’acqua in luoghi talvolta ritenuti aridi persino da perizie geologiche. E grazie a questo mio lavoro, ancora oggi molte aziende, anche grosse, sono del tutto autosufficienti dal punto di vista idrico».
Non tutti i rabdomanti adottano la stessa tecnica:

San Giuseppe "con il pendolo"
«Qualcuno utilizza il pendolo, altri camminano con 3 dita alzate, altri ancora usano aste di rame o ciliegio. Io solo rami di olmo, sostituiti dopo ogni ricerca. E’ l’unica precauzione, non seguo ritmi stagionali o astronomici, mi sento pronto ogni giorno. I problemi possono nascere su terreni argillosi, sui quali la previsione può essere meno accurata. Su roccia e breccia riesco a fornire con estrema precisione profondità, ampiezza, portata e senso di marcia del ‘fiume sotterraneo’. Questo è fondamentale.
Qualche scettico dice che è facile cercare l’acqua perchè è ovunque. Non è vero! E comunque non basta trovarla. Si può fare un paragone con vene e capillari: bisogna riconoscere la linea di flusso principale, altrimenti si sprecano soldi. Oggi i pozzi sono antieconomici, costano 80 euro al metro, l’acqua è sempre più profonda. I miei sopralluoghi, sempre più rari, servono talvolta a far preferire l’allacciamento all’acquedotto».
I metodi precisi per stabilire i dati sopraccitati devono restare segreti e variano da persona a persona, cosa che rende ancor più affascinante questa tecnica, che però obbliga il signor Tozzi a non calzare mai scarpe di gomma ed esercitarsi periodicamente per scaricare l’energia accumulata. L’acqua è infatti spesso avvertita da tutto il sistema nervoso «come quella volta che trovai una sorgente da 800 litri al minuto; avrebbe soddisfatto un paese intero». Altre volte spunta fuori qualche sorpresa: «Gas al posto di acqua, sottoterra si comporta da liquido. Il proprietario costruì un piccolo impianto anziché il pozzo previsto. E comunque trovai anche l’acqua, poco più in là».
Restando in zona è celebre fra gli studiosi di livello nazionale l’affresco a Rocca S. Angelo di Petrignano, raffigurante San Giuseppe munito di catena ed anello, utilizzati, secondo alcuni, a mo’ di pendolino per effettuare ricerche di questo tipo (ipotesi però negata da diversi abitanti del luogo).
AMICA SOFIA
“Siamo…in pensiero”
non è il claim della crisi internazionale ma un documentario di 60 minuti di Amica Sofia, associazione nazionale nata a Perugia da due anni che porta la filosofia nelle scuole elementari e medie.
“Creare uno spazio per elaborare idee, esprimerle e difenderle, allargare gli orizzonti e offrire ascolto significa per molti ragazzi avere un’assicurazione per la vita – dichiara il presidente Livio Rossetti – e se hanno fatto filosofia sanno guardare nel buio e dare un nome a ciò che non comprendono.
La nostra speranza è che quando staranno per farla grossa si fermeranno in tempo”. Il documentario appena presentato alla Sala della Vaccara è stato realizzato in collaborazione con la sede Rai di Perugia e la Promovideo ed è la sintesi di sette ore di conversazioni filosofiche avute con bimbi e ragazzi durante la passata edizione di Fantasio Festival.
Un piccolo passo e uno strumento concreto a disposizione di alunni, genitori e insegnanti per dimostrare quanto conti la filosofia nel processo di crescita.
Il documentario permette ai direttori didattici di farsi un’idea di come opera l’associazione formata da insegnanti ma le iniziative di Amica Sofia sono molte e comprendono un Caffè Filosofico aperto al pubblico che si tiene tutti i mercoledì alle 18.00 al bar dell’Accademia a Perugia, un periodico semestrale, un sito internet con una ricca sezione eventi e una newletter inviata ai numerosissimi soci distribuiti in tutta Italia.
Mc. M.
CeSAR – Denominazione di origine protetta
I prodotti di qualità europei
Una risorsa anche per l’Umbria e i consumatori
Era il 1996 quando iniziarono a circolare i primi prodotti agroalimentari con il marchio di qualità, sui banconi dei supermercati.
Oggi, dopo tanti anni, il mercato europeo può vantare ben 870 prodotti registrati (comprendendo ortofrutta, latticini, carni e derivati, bevande e così via).
Ma cosa significa marchio di qualità?
Sostanzialmente i marchi sono tre: il DOP (Denominazione di Origine Protetta) indica un prodotto agroalimentare, le cui qualità sono dovute all’ambiente geografico in cui viene prodotto (ciò significa che tutte le fasi della produzione devono avvenire nella zona geografica individuata), questo marchio è regolamentato dal Reg.to comunitario 510/2006.
Il IGP (Indicazione Geografica Protetta)
indica, invece, un prodotto le cui qualità possono essere ricondotte all’origine geografica e la cui produzione e/o trasformazione avvengono nell’area delimitata (ciò significa che almeno una fase della produzione deve avvenire nella zona individuata).
Il marchio STG (Reg.to comunitario 509/2006, Specialità Tradizionale Garantita). Si tratta di una protezione attribuita a quei prodotti agroalimentari, in cui il prodotto non è legato al luogo d’origine, ma alla particolare “ricetta”. Ed esiste anche un regolamento (il Reg.to comunitario 834/2007) che spiega come produrre e commercializzare con il marchio biologico, ossia applicando metodi di produzione che privilegiano pratiche di gestione rispettose dell’ambiente.
Per quanto riguarda l’Unione Europea, i paesi con il maggior numero di prodotti che hanno ottenuto il riconoscimento DOP o IGP sono l’Italia e la Francia.
Il nostro Paese (che conta ben 188 prodotti a marchio) già da alcuni anni ha intrapreso una politica della qualità dei prodotti agroalimentari concentrando le proprie risorse sulle singole regioni e sulle loro rispettive potenzialità, infatti l’Umbria è zona di produzione per: la lenticchia di Castelluccio di Norcia (IGP), il Pecorino Toscano (DOP); il Prosciutto di Norcia (IGP); i Salamini italiani alla cacciatora (DOP); l’Olio extra vergine di oliva (DOP); il Vitellone bianco dell’Appennino Centrale (IGP).
E da novembre scorso c’è un prodotto in più che valorizza la nostra agricoltura, ed è il “Farro di Monteleone di Spoleto”, ottenuto per molitura del farro integrale.L’ agricoltura umbra sta attraversando indubbiamente un periodo difficile e grazie anche alla valorizzazione della tipicità dei prodotti e del territorio, potrà affrontare un mercato sempre più aperto e concorrenziale.
E la presenza di prodotti agroalimentari a marchio di qualità, costituisce una tutela anche per il consumatore: infatti la denominazione rappresenta una maggiore trasparenza delle informazioni sull’origine dei prodotti, la certezza di una qualità certificata e garantita dai sistemi di controllo a cui i consorzi e i produttori sono sottoposti, nonché la garanzia del rispetto della tradizionalità. Rimane comunque fondamentale che il consumatore sappia riconoscere e scegliere, consapevole di acquistare alimenti di alta qualità, magari spendendo anche un po’ di più.
a cura di Europe Direct Umbria – CeSAR
ACQUA: “oro blu” sempre più caro
Stop allo spreco di acqua
di Carlo Castori *
L’acqua è un bene limitato, la qualità e la disponibilità di questa risorsa primaria saranno tra i principali problemi ambientali da affrontare, infatti le fonti utilizzabili di acqua dolce si stanno riducendo sempre più a causa dell’inquinamento e del continuo aumento dei consumi sia agricoli e industriali sia domestici.
A seguito di ciò le Nazioni Unite avevano nominato il 2003 anno internazionale dell’acqua , consapevoli dell’importanza che la risorsa acqua assumerà sempre di più a livello mondiale. Sappiamo che l’acqua potabile, il cosiddetto oro blu, sarà causa scatenante di conflitti mondiali per il possesso delle fonti di approvvigionamento e che oggi la situazione è drammatica (una persona su 7 al mondo non ha diritto all’acqua potabile).
In Italia la situazione delle risorse idriche versa in condizioni assai critiche, insieme al risparmio energetico è una delle emergenze del nostro pianeta , che la ricerca tecnico scientifica è chiamata a risolvere.
Bisogna cambiare alcune abitudini con nuove scelte nel settore di produzione di acqua potabile municipalizzata. Fra le varie scelte risulta particolarmente significativa la creazione di doppie reti idriche (almeno per abitazioni ex novo), in grado di fornire acqua in rete di elevata purezza solo a scopo alimentare ed acqua a bassa purezza per tutti gli altri scopi (water, sanitari, irrigazione,pulizia auto,etc..) Lo sdoppiamento della rete di alimentazione comporterebbe nel breve termine un aumento di costo degli immobili e nel medio-lungo termine un risparmio notevole sul costo di gestione dei servizi e del risparmio di questa risorsa naturale verso la quale si devono impostare scelte di carattere prioritario.
Reti duali sono già una realtà negli Stati Uniti e in alcuni stati europei. Innovazioni nelle acque potabili municipalizzate di interessante rilievo sono quelle della Spagna e della Germania. Madrid prima e Barcellona poi si stanno convertendo all’impiego di acqua riciclata per rifornire vari impianti di irrigazione in parchi di grandi dimensioni. In Germania le case di nuova edificazione vengono dotate di sistemi per la raccolta dell’acqua piovana da usare per lo sciacquone del WC, per irrigare i giardini e lavare le auto.
Si auspica che anche l’Italia faccia scelte indirizzate a un risparmio dell’acqua potabile,scelte che vanno effettuate con un approccio scientifico e tecnico in relazione alle peculiarità territoriali.
* Consigliere Comunale PdL
FUTURISMO: mostra a Palazzo della Penna
Umbria Veloce
Anche Perugia e l’Umbria ricordano il centenario delFuturismo, movimento al quale città e regione hanno dato contributi significativi fin dai primi anni Dieci del Novecento.
Il Comune di Perugia e la Regione Umbria, in collaborazione con l’ “Associazione Gerardo Dottori” hanno ideato una manifestazione che dà conto della vitalità e della vivace articolazione che il movimento futurista produsse in Umbria intorno agli anni Trenta coagulando un gruppo costituito da pittori, scultori, musicisti ma anche poeti e scrittori e intellettuali in genere.
Non a caso, infatti, Marinetti nel 1914, nel corso di una delle sue celebri serate, definì Perugia “dinamismo di guerre medievali cubisticamente pietrificato”. Tornò molte altre volte nel capoluogo umbro e oltre a Dottori intrecciò numerosi rapporti di amicizia anche a Terni, Foligno e in altri centri della regione.
La manifestazione si articola in più iniziative:
una mostra dedicata a “FUTURISTI RITRATTI E AUTORITRATTI FUTURISTI” che inaugura a Palazzo della Penna sabato 12 dicembre, a partire dalle ore 17,30 e prosegue con una serata-evento “FEBBRE FUTURISTA. UCCIDIAMO IL CHIARO DI LUNA NEI SOTTERRANEI DI PALAZZO DELLA PENNA…”, con letture, declamazioni di manifesti e spettacolarità a sorpresa a cura di Francesca Duranti e Piacere Magazine. Nel corso della serata, infine, sono previste visite guidate a cura degli studenti del Liceo Classico A. Mariotti che partecipano annualmente al progetto Humanitas, coordinato d Antonella Pitzalis.
Emblematicamente l’esposizione, curata da Massimo Duranti, Andrea Baffoni, Francesca Duranti e Antonella Pesola, si apre con l’immagine Pop per eccellenza del Futurismo, uno dei celebri Futurismo rivisitato di Mario Schifano, debitore cosciente dei futuristi, che con questo ritratto volle onorare i magnifici cinque fondatori del movimento marinettiano.
COCCHINI: realtà della pesca sul Trasimeno
La “Cooperativa dei pescatori del Trasimeno” 
di Simona Billi
TRASIMENO - Un potenziale inespresso, non una professione desueta. È così che il presidente della più grande delle due cooperative dei pescatori professionisti del Trasimeno, Aurelio Cocchini, ci introduce nella realtà della pesca del più grande lago umbro.
La”Cooperativa dei pescatori del Trasimeno” ha sede a San Feliciano. I soci sono 37 di cui solo sei attorno ai quarant’anni, mentre tutti gli altri sono in età pensionabile. Oltre ai soci pescatori ci sono i dipendenti dell’indotto, punto vendita e lavorazione del pesce, per un totale di circa 50 unità.
Qualcosa si sta muovendo grazie a due importanti progetti. Il primo è un grosso lavoro di promozione della qualità del pesce di lago in collaborazione con Slow Food, l’Università degli Studi di Perugia, le istituzioni locali e nelle scuole e con la partecipazione a manifestazioni mirate come la terza edizione di Slow Fish a Genova, dove è stato riscosso un ottimo successo.
Poi c’è la pescaturismo, attività collaterale che suscita un boom di richieste e per la quale da settembre due giovani si sono avvicinati per fare formazione ed è in arrivo una nuova imbarcazione per l’attività. Quello di Cocchini è un vero e proprio appello: “Devo lamentare che con le ultime le elezioni ci siamo trovati, non dico abbandonati, ma spaesati. Non abbiamo più un riferimento istituzionale a livello provinciale”. Il riferimento è alla mancanza nella giunta provinciale di un rappresentante del Trasimeno. “Questo è molto grave.
Il mondo della pesca insieme agli operatori turistici e a tutti i soggetti che muovono l’economia del comprensorio sta cercando di fare rete e creare nuovi posti di lavoro. Ritengo molto pesante che per liti politiche ci sia un allontanamento istituzionale dal Trasimeno facendo un danno enorme a un comprensorio che ha bisogno delle istituzioni per progettare il futuro e che è secondo per presenze turistiche solo ad Assisi”.
BASTA TASSE E DELOCALIZZAZIONI: SI RITORNI A PRODURRE
di Riccardo Donti *
«La realtà del capitalismo odierno crediamo possa essere sintetizzata in un paradosso:ingozzarsi senza produrre, prima o poi, determina la morte per fame.Traduciamo brevemente. L’economia nazionale ha ormai da tempo messo i remi in barca.
Un’economia specchio preciso della società che s’è fatta rinunciataria, vigliacchetta e spenta e che ha scelto la facile via del commercio peraltro abnorme rispetto alle esigenze della popolazione. Se prima si poteva parlare di grande distribuzione ora l’aggettivo “grande” appare riduttivo. Il commercio è spropositatamente macro e la produzione interna ridicolmente micro, fagocitata dagli invadenti prodotti del terzomondo . Dunque una ricchezza “apparente” fatta di migliaia di negozi e ipermercati(“supermercati” non bastava più, abbiamo dovuto far ricorso anche ad un neologismo) dietro al quale si cela un depauperamento sostanziale.
E’ evidente però che una società improduttiva (e per di più vecchia) non potrà consumare all’infinito.
Il primo passo da fare è di una banalità sconcertante ed ha un nome facile:embargo. Le merci provenienti da Cina, India , Pakistan non possono finire nei nostri mercati.Punto!
Il secondo si chiama defiscalizzazione dell’utile reinvestito: se un imprenditore virtuoso rimette nell’azienda i denari guadagnati lo Stato dovrebbe erigergli un monumento e regalargli la crociera a Natale, invece lo tassa, dopo averlo tartassato in tutti i modi possibili, durante 365 giorni all’anno.
E’ nel Nord che si dovrebbe cominciare la grande rivoluzione, il nord della Lega e di Bossi che ci martella da anni sulla operosità dei padani nei confronti dei quali però, proprio ora che potrebbe, essendo al governo, non muove un dito.Scodinzola invece, soddisfazione da dementi, difronte ai burocrati d’Europa. Sbraita contro minareti e invasione islamica e “integra”( facendosene vanto) migliaia di maomettani così IN-utili all’economia padana.
La Lega si sta dimostrando un ottimo cane da guardia del sistema:arrabbiata e ringhante in televisione a recitare la parte dell’”incazzoso celodurismo ” di bossiana memoria, succube dell’Islam dall’altra, a cercare lavoro ai barbuti del profeta che si stanno mangiando il tanto amato Nord! La rilevanza delle proposte economiche e sociali della Lega,in tutta Italia, è pari a zero ed i risultati sono evidenti: priorità agli stranieri per case ed asili, stagnazione dell’economia, aumento dell’immigrazione, concorrenza sleale degli imprenditori cinesi in Italia, arrivo continuo ed incontrollato di ogni tipo di merce da ogni parte del mondo. Siamo in fervida attesa, ma ci pare proprio che di proposte per risanare la situazione ancora non ce ne siano. Che alla Lega di duro sia rimasta solo la zucca?»
* Coordinatore regionale Forza Nuova
AGGRESSIONE A BERLUSCONI
«Solo così potevano farlo
diventare “rosso”.
Che vergogna!»
di Massimo Ziarelli – Lega Nord Umbria
DAL GOVERNO RICETTE INEFFICACI
«Nel nostro Paese la disoccupazione ha raggiunto il record dell’8% e questo deve far preoccupare seriamente. – ha dichiarato il Segretario Nazionale del Partito Pensionati, Carlo FATUZZO – Al di là dei messaggi positivi che vengono lanciati da più parti, la realtà vera è fatta di lavoro che non c’è, di una disoccupazione che cresce, dalle difficoltà delle famiglie che si aggravano. Il Partito Pensionati ritiene che serve veramente una politica popolare che abbia al primo punto le esigenze e i bisogni della gente. Dalla crisi non si esce con le rassicurazioni e con i mega progetti, forse destinati a rimanere sulla carta – ha continuato FATUZZO – ma rispondendo ai bisogni veri della gente. Si dà fondo alle poche risorse del Paese per sostenere le Banche, il grande capitale, la grande industria, mentre nulla si è fatto per i lavoratori, per i pensionati e per le famiglie le cui condizioni economiche diventano sempre più pesanti ed insostenibili. A giudizio del Partito Pensionati solo una politica che vada verso una diminuzione della pressione fiscale e di un incremento della capacità di spesa dei lavoratori, pensionati e famiglie, può innescare quel processo virtuoso capace di rivitalizzare i consumi e con essi la ripresa produttiva ed occupazionale del Paese.
p. il Partito Pensionati Luigi FERONE
LAFFRANCO REPLICA A BOCCI E SERENI
di Pietro Laffranco *
«Giudico quanto meno singolare la presa di posizione degli onorevoli colleghi di opposizione Bocci e Sereni (PD) circa i lavori in corso di esecuzione da parte della Società Entab sul Tempio di S.M. della Consolazione in Todi. Detti lavori infatti rientrano in un più vasto quadro di lavori direttamente gestiti ed appaltati da Enel Sole, il cui unico scopo è quello di valorizzare il patrimonio artistico e paesaggistico del nostro Paese. Enel Sole si è infatti contraddistinta per interventi di altissima valenza quali quelli effettuati al Quirinale, a Villa Madama, all’Altare della Patria tanto per citarne alcuni: in tale ottica vanno ricondotti anche gli interventi a Todi. Forse sarebbe stato più opportuno che gli onorevoli colleghi di opposizione, prima ancora di dare voce ai Consiglieri comunali di opposizione al Comune di Todi, si fossero documentati un po’ di più: avrebbero così potuto constatare l’indiscusso valore dell’intervento in fase di esecuzione».
*Vice Presidente del Gruppo PDL Camera dei deputati
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Nebbia rivelatrice 
di P. F. Grazioli
Finalmente ero riuscito a strappare un’ appuntamento a quella donna sì tanto bella quanto misteriosa.
E pensare che quando l’avevo incontrata la prima volta,non aveva voluto dirmi nemmeno il suo nome. Certo! sicuramente feci la figura del pappagallo, ma lei aveva un “qualcosa” di singolare e diverso che mi colpì all’istante. Sarà stata la particolarità dell’incontro, il luogo, l’ora e… la nebbia che dava un qualcosa di surreale al paesaggio circostante, riempendo le strade del paese come un lento fiume nel suo letto, lasciando intravedere solo le cime degli alberi e delle case. Forse sarà stato tutto questo a far sì che io m’intestardissi nel conoscere quella misteriosa Signora.
La nostra prima conversazione non fu un gran che. Quando le chiesi: “Posso sapere il suo nome?” lei non rispose neanche, si limitò a guardarmi dall’alto in basso. Eh si! Ci rimasi male, anche perchè non l’avevo mica offesa, allo stesso tempo però,non potevo arrendermi così. Tornando a casa ero sempre più convinto che avrei fatto di tutto per incontrare nuovamente la “Dama” dai capelli neri.
Si, così presi a chiamarla dato che non sapevo il suo nome,ed anche per via del suo aspetto elegante e signorile, reso quasi austero da un tallieur scuro completato da un cappellino con veletta il quale le celava parte del viso.
Passai per quella stessa via molte volte in quel mese senza incontrarla, finchè un giorno lei spuntò dalla nebbia come per incanto. Rimasi di sasso! Avevo tanto atteso l’occasione per parlarle,ed ora rischiavo di fare scena muta. Inaspettatamente fu lei a togliermi dall’imbarazzo rivolgendomi per prima la parola: “Buona sera ” disse sorridendo, ” buona sera ” risposi. ” Beh? E’ tutto quì? Sono giorni che vuole parlarmi, no? Guardi che non mordo mica. ” disse lei sorridendo. Cosa?! Come faceva a sapere che volevo incontrarla da tempo? Mah! Forse mi aveva visto le altre volte fermo ad aspettare, comunque non aveva importanza…ero troppo contento.” Si, in effetti io vorrei sapere il suo nome. ” Dissi. ” Ah… e perchè ? ” rispose. ” Come faccio a chiedere un appuntamento ad una persona se non sò come si chiama? ” ,” giusto! ” disse lei con approvazione.” Il mio nome è Edith Lawrence”. “Lieto di conoscerla. Io sono Steve Gorman”, ” piacere mio.” Rispose.
Trascorremmo ore a parlare e scherzare su vari argomenti, infatti da quel giorno in poi, ci incontrammo di continuo ritrovandoci a passeggiare attraverso il paese sempre accompagnati dall’immancabile nebbia ,silente testimone delle nostre conversazioni. L’unica cosa ” strana”,era il fatto che non avesse mai voluto essere accompagnata a casa,nonostante la nebbia e l’ora un pò tarda.” Veramente non vuoi lasciarmi fare un pò di strada con te? Sai ,non vorrei che ti succedesse qualcosa.”Dissi. ” No grazie ,non preoccuparti ” rispose. ” Ci incontriamo da tempo e non mi hai mai detto dove abiti, volendo non potrei neanche scriverti! ” dissi scherzando.” Non importa al momento giusto lo saprai “, rispose. Mi salutò e dopo essersi girata scomparve nella nebbia. Lì per lì ebbi una strana sensazione, provai anche dei brividi di freddo. “Sarà l’umidità ” pensai e tornai a casa, rimuginando sulle parole di Edith e sul suo particolare atteggiamento ma…avrà sicuramente avuto le sue ragioni e, per non urtare la sua sensibilità, promisi a me stesso di non chiederle più d’accompagnarla.
L’indomani, alla solita ora, ero lì intabarrato nel mio cappotto ad aspettarla con ansia e quando la vidi uscire dalla nebbia, non persi tempo ad andarle incontro. ” Ciao Edith ” “Ciao Steve “. ” Andiamo ? ” le dissi. ” Si ma da questa parte. Vieni, oggi cambiamo percorso. ” rispose. ” Ma quella è la direzione dalla quale provieni tu. ” dissi. ” Si…oggi vedrai dove abito. ” Rispose lei guardandomi in modo particolare. Mi prese sottobraccio e sparimmo nella nebbia… avvertii nuovamente quei brividi. Ai lati della strada, s’intravedevano i campi e gli alberi spogli che con i loro rami adunchi, parevano prendere la forma di esseri scheletrici pronti a ghermirci. Una forte sensazione di disagio s’impadroniva di me, mentre Edith al contrario, mi parlava sorridendo. ” Ecco, siamo arrivati ” disse. ” Dove? ” risposi. ” Quì, vedi il muretto? La nebbia lo copre ma tu seguimi, passiamo per di quà. ” disse Edith. Le chiesi se abitasse in una villa e lei mi rispose che si trattava di un posto molto più grande insieme ad altre persone “. . Abiti con la tua famiglia? ” chiesi ” non solo…vieni e vedrai. ” rispose.
Non dissi più nulla e seguii Edith attraverso un viale che la nebbia aveva riempito rendendolo così, simile ad un pigro fiume dal quale s’intravedevano ogni tanto delle statue di marmo dall’aspetto trascurato ,intervallate da delle siepi incolte. ” Certo che questo posto starebbe molto meglio senza tutta questa nebbia, che poi quì è più fitta del solito. ” dissi. Edith non rispose limitandosi a sorridere. ” Signorina! Siete arrivata finalmente. ” disse un uomo anziano venendoci incontro. ” Buonasera Paul, potete chiudere il cancello ora. ” ” Lui è un…ospite? ” disse l’uomo indicando me.” Si ” rispose Edith guardandomi in un modo quasi ” sinistro”. Una serie di brividi mi corsero lungo la schiena, solo che questa volta non potevo ignorarli e chiesi ad Edith dove ci trovassimo. Lei notò la mia voce alterata e disse : Calma, tra poco tutto ti sarà svelato”. Cosa? Di che parli? Se è uno scherzo non mi piace! “risposi ” No Steve… è tutto vero, come lo e’ il fatto che il mio non e’ un compito piacevole.” Quelle parole ebbero su di me l’effetto di una doccia gelata, ma erano sopratutto gli sguardi d’intesa tra Edith e quell’ anziano di nome Paul, a riempirmi d’inquetudine. ” Ancora non lo sa? ” disse Paul ” no, non ricorda ancora ” rispose Edith.
Mi sentivo come prigioniero di quel luogo misterioso anzi, ormai ne ero certo; mi guardai intorno in cerca di una via di fuga ma…vedevo solo noi tre avvolti dalla nebbia, la quale aveva ingoiato ogni cosa. ” Credo sia ora che torni a casa! Dove si esce? ” chiesi ad Edith; Paul scose la testa mentre Edith mi disse : ” Proprio non ricordi Steve? Tu sei a casa! ” ” Sentite voi due, basta con questo scherzo! Io non sò neanche chi siate ma…” ” Vieni, seguimi ” disse dolcemente Edith, io obbedii senza dir niente quasi inebetito.
C’incamminammo per un sentiero avvolto da quell’umido grigiore seguiti da Paul e stranamente la sua presenza non m’infastidiva più. A tratti delle pietre emergevano da quella coltre grigia come delle isole sperdute in un mare dimenticato. ” Ecco, è quì. ” disse Edith sorridendomi. ” Cosa? Di che parli? ” chiesi. Edith mosse un braccio come per mostrarmi qualcosa, e in quel punto la nebbia si scansò come per magia rivelando una tomba. L’iscrizione sulla lapide era ormai consunta da tempo ma non ebbi difficoltà a leggerla. Recitava: In memoria di Steve Gorman 1900 – 1935 il tutto accanto ad una mia sorridente fotografia. ” No ! No! Io non sono …” esclamai in preda al terrore mentre non riuscivo a distogliere lo sguardo dalla lapide. ” Tu non sei cosa? Morto? Si che lo sei Steve e da qualche annetto ad esser precisi. ” disse Edith ” non è possibile! Io…Lo ricorderei! ” risposi. “Se è per questo non e’ la prima volta che un morto si dimentica d’essere tale e se ne va a spasso in mezzo ai vivi. ” disse Paul con una certa nonchalanche. ” Vediamo… ah si, mi ricordo di un tale che…” disse Paul” ” Per Favore, non adesso! ” Ribattè dolcemente Edith.” Scusi signorina.” disse Paul. ” Vedi Steve ,tu non hai mai accettato la tua morte, per questo hai vagato là fuori per anni ” disse Edith.
Ero incredulo e spaventato ma… inspiegabilmente qualcosa mi tratteneva in quel luogo; ” Andiamo è assurdo ! Quando è la tua ora la morte arriva e non puoi dire : no grazie! ” dissi ” E lo dici a me? Ho avuto molta pazienza con te Steve: Ho aspettato, sperato che tu capissi e ti rendessi conto da solo, ma poi ho dovuto ricondurti quà. Anche il povero Paul ti ha atteso per anni non potendo chiudere il cancello senza di te. ” disse Edith. A quelle parole ricordai tutto: La nebbia, la strada bagnata, l’alta velocità, la curva vicino al cimitero, il cancello e quel… berretto catapultato attraverso il parabrezza infranto e la mia incoscenza che aveva fatto da cornice a tutto questo. ” Ora ricordo tutto” dissi, Edith sorrise e porgendomi la mano disse: ” Andiamo? Certo che sei un uomo che si fa desiderare” ” ma allora tu saresti la… Morte? ” chiesi? ” Beh… si credo proprio di si caro Steve, ma non è il caso di farne una tragedia.” rispose lei sorridendo ” No è che avrei tante cose da chiederti Edith.” “Non preoccuparti hai tutto il tempo che vuoi .” disse lei sorridendo. ” Posso chiudere il cancello ora signorina? ” Chiese Paul aggiustandosi sulla testa il berretto con la scritta custode ancora sporca di sangue.
GUIDA: scelta dell’amico a 4 zampe
Se decidessimo di adottare un maschietto?

Uno dei cuccioli in attesa di adozione

Uno dei cuccioli in attesa di adozione
di Paola Mitrigali Tintori *
E se decidessimo di adottare un maschietto?
Bèh, se così fosse, tenuto presente che per quanto riguarda l’affetto, come in precedenza chiarito, non vi sono differenze con la femmina, esaminiamo gli altri aspetti. La difesa del territorio è una priorità per il branco, da questa, in natura, dipende la possibilità di disporre del cibo presente in una determinata zona e di conseguenza di creare i presupposti per sopravvivere e potersi riprodurre. Quando la nostra famiglia va a sostituirsi al branco, i meccanismi di difesa del territorio, pur se in misura ridotta, vengono comunque messi in atto.
Il cane provvederà a segnalare agli altri maschi che quel territorio è occupato, e lo farà urinando sulle superfici verticali (a differenza delle femmine che per urinare assumono anche da adulte la posizione accovacciata), soprattutto se altri cani saranno prima passati a lasciare il proprio “biglietto da visita”, e spargendo i propri feromoni con il caratteristico scalciamento delle zampe posteriori, dopo aver depositato ricordini profumati.
Se abitiamo in una casa con giardino dovremo perciò tenere conto che cespugli, piante, vasi e tutto ciò che è verticale, verrà prima o poi irrorato!
Il maschio, a differenza della femmina, non “va” in calore ma durante i calori delle femmine, che vengono da lui “sentiti” molto intensamente anche a grandi distanze, mette in atto tutta una serie di comportamenti che possono creare degli inconvenienti. Tenterà in tutti i modi di raggiungere l’amata, anche se questo vorrà dire saltare recinzioni, abbattere cancelletti di fortuna, sgusciare da spiragli di porte, ecc… Via, verso l’amore ma anche verso un variabile numero di pretendenti intenzionati ad avere la meglio sui rivali a qualunque costo!
Ci potrà inoltre capitare che, invece di avere a che fare con un simpatico peluche disponibile a farsi educare, ci troveremo di fronte ad un tipetto saporito che ci considererà dei gregari ai quali insegnare regole e disciplina! Nel branco canino, infatti, esistono delle dinamiche alle quali nessun individuo può ribellarsi, pena l’esclusione dal branco stesso, preceduta da violente aggressioni a volte fatali. Questo non deve però spaventarci, perché si tratterà di farci spiegare per bene, da persone qualificate come veterinari o altre figure professionali, quali tecniche adottare e quali comportamenti mettere in atto per conquistare l’indispensabile posizione dominante sul nostro cucciolo.
Nel nostro rifugio dobbiamo affrontare giornalmente questi problemi, dovendo inserire i nuovi arrivati in contesti gerarchici già definiti, ma bastano un po’ di osservazione e la conoscenza dei segnali mimici e posturali lanciati dai cani, per evitare baruffe e guai. Quindi anche a voi, dopo opportuni consigli, sarà possibile porre rimedio ai comportamenti da “capetto” del vostro cucciolo.
Ci sembra di aver detto tutto ma, se volete saperne di più ricordate che siamo a vostra disposizione presso il Centro “F. Susa” di Collestrada www.enpapg.it telefono 075398490 tutti i pomeriggi dalle 15.30 alle 18.30. La prossima volta cominceremo a parlare di educazione del cucciolo, vedrete, sarà interessantissimo!
* Presidente Enpa Sezione di Perugia e Responsabile del Rifugio
POSITIVI SVILUPPI PER LA “PET TERAPY”
FINALMENTE: porte aperte in alcuni ospedali
di Novella Ricci
Dal primo dicembre, grazie ad una Ordinanza del Comune di Milano, gli animali domestici potranno avere libero accesso in alcuni ospedali della zona.
Abbiamo tutti constatato il disagio che prende le persone affezionate al proprio animale quando, per motivi di salute, sono costrette ad abbandonarlo; vivono in agitazione e insofferenza che influiscono sul loro stato fisico.
La stessa sensazione di disagio è vissuta dagli animali che in mancanza del padrone sono consegnati o accuditi da gente più o meno affidabile o messi in luoghi ristretti se non addirittura, abbandonati al loro destino. L’Ordinanza che tende a mutare il regolamento ospedaliero non è che un ramo della terapia Pet Therapy la quale tende a migliorare lo stato d’animo del paziente che si tranquillizza alla vista del proprio animale e alle sue manifestazioni affettuose.
E’ da pochi giorni fa la notizia che anche l’Ospedale S. Martino di Genova apre le porte agli animali domestici; ormai è attestata l’importanza della Pet Therapy in quanto si può ottenere la diminuzione dell’ansia e la stimolazione dell’attività motoria del paziente, passi importanti verso le guarigioni.
Tutto ciò è però subordinato alla presentazione di alcuni atti: certificato del veterinario attestante l’assenza di malattie dell’animale, consenso del medico ospedaliero responsabile del reparto, parere positivo degli eventuali degenti accupanti la camera con la persona richiedente la presenza dell’animale.
“Mi auguro che nonostante i vari problemi del nostro ospedale perugino, possa essere presa in considerazione anche da noi questa lodevole iniziativa”.
LA RICETTA DEL MESE
Coxinha di pollo
di Lena Correia
Si dice che questo piatto la cui memoria si perde nella notte dei tempi, faccia letteralmente sognare i brasiliani da un capo all’altro di quell’immenso Paese. Ora la pietanza in questione, avendo varcato l’oceano, oltre a tenere uniti tra loro i brasiliani (è sempre presente nelle loro feste). Inizia a riscuotere un vero e proprio successo anche tra chi non la conosceva che è diventato infatti un vero e proprio sostenitore di questo piatto, la cui caratteristica è proprio quella di annullare completamente le differenze tra i vari ceti sociali.
Ingredienti:
1 Kg. di farina tipo “0″
1/2 Kg. di petto di pollo
1/2 hg. di margarina,
1 cipolla piccola (bianca),
prezzemolo a scelta,
3 uova sbattute,
250 gr. di pangrattato,
3 cucchiai di passata di pomodoro.
Preparazione:
Fare cuocere il petto di pollo in una pentola con un litro d’acqua, aggiungere la cipolla tritata e tre cucchiai di passata di pomodoro e lasciare bollire sino alla completa cottura della carne. Aggiungere una piccola quantità (a scelta individuale) di “quento” (spezia brasiliana reperibile nei negozi di cibi esotici). Una volta cotto il petto di pollo, toglierlo dalla pentola (nella quale sarà rimasto una specie di brodo), aggiungere a quest’ultimo due cucchiai di margarina e mischiare sino a sciogliere quest’ultima. Aggiungere poi gradatamente la farina e mischiare il tutto sino ad ottenere un impasto consistente. “Sfilacciare” il petto di pollo aggiungere un po’ di passata di pomodoro (a scelta) insieme a poche olive spezzettate. Aggiungere un po’ di sale, pepe e prezzemolo, rimettete il tutto in un’altra pentola, indi lasciar bollire per tre minuti.
Prendere l’impasto (ormai divenuto freddo) deporne un quantitativo del diametro di un mandarino nella mano ed inserirvi il ripieno di pollo. Chiudere il tutto dandogli la forma di una piccola pera. Dopo che l’impasto è stato trasformato in tante piccole pere mettere quest’ultime nelle uova sbattute e poi passarle nel pan grattato.
Ora rimane solo di friggerle sino ad ottenere una perfetta doratura.
LA GUERRA CONTINUA…
Mentre il Parlamento lavora sul “quasi uguale per tutti”, il ciclo recessivo sta penalizzando aziende e lavoratori. E’ divenuto una fabbrica di parole che discute la lunghezza della pianura, lasciando i problemi a monte. Il Cavaliere, ha accettato la richiesta di Obama di un aumento di soldati italiani in Afghanistan, annullando il taglio di IRAP e IRPEF, scontentando tutti, bloccando il Paese, trasportando la logica aziendale anche nella giustizia. Un lodo al giorno, toglie i giudici di torno. Fra dati dopati e indifferenza, povertà e disoccupazione sono in aumento. Va ripristinata la cultura del posto fisso, creando posti di lavoro stabili con stipendi adeguati. La casta dei nominati è sempre più debole, non servono a nulla gli interventi di cosmesi superficiale, occorre deberlusconizzare lo stivale, riattivando il fattore umano, garantendo il benessere sociale. Il governo, nel sostenere l’insostenibile, sta assecondando la propria deriva. La politica è finita in un tunnell senza uscita: è asserragliata nel proprio fortino nella resistenza a oltranza agli avvisi di garanzia. Il Paese è stremato, non avendo nel proprio DNA una rivoluzione popolare, ha perso il treno della storia. La caccia ai responsabili è aperta e la guerra continua…. L’ anno nuovo, dovrà portare una sana ragionevolezza, generatrice di robusti anticorpi. Buon 2010.
Stefano Natalicchi – PG