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Prima della cartella esattoriale è obbligatorio l’avviso bonario

Interessante e illuminante sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Napoli

n. 264/44/10 depositata il 13/10/2010

a cura del Dott. Giuseppe Marino, difensore tributario

www.studiomarino.com

Nel caos piu’ totale in Commissione Tributaria di tutta Italia si stanno formando tre correnti di pensiero, chi ritiene, che l’avviso bonario sia necessario solo se esistano difformità tra l’accertato e il dichiarato, chi si limita alla riduzione delle sanzioni dal 30 al 10% e infine chi invece sostiene che l’omessa notifica dell’avviso bonario comporta la nullità dell’atto consequenziale ossia della cartella. La Commissione Tributaria Regionale di Napoli Sezione 44 Presidente Dott. Paolo De Cristofaro, relatore Dott. Arrigo Fava Del Piano, Giudice Elio Rocco Fusco sebbene in forma sintetica richiamando sia la sezione unite della cassazione sia le relative norme di riferimento fa chiarezza sulla fattispecie. In realtà da un’attenta lettura e corretta interpretazione delle norme, si evince chiaramente che in base al combinato degli artt. 6 della Legge 212/2000 e 36 bis del Dpr 600/73 e’ obbligatorio comunicare l’esito del controllo al contribuente, dove nella norma generale (l’art.6 della L.212/2000) viene specificatamente comminata la sanzione di nullità e nella norma speciale (art.36 bis Dpr 600/73 – art.60 Dpr 633/72) l’obbligo incondizionato di procedere alla comunicazione. Per cui se la norma speciale non prevede sanzione di nullità si applica la sanzione della norma generale. Tale interpretazione pienamente condivisibile posta in essere dalla Prof. Maria Grazia Bruzzone docente di diritto tributario all’Università di Genova e’ la piu’ corretta a livello interpretativo. L’obbligatorietà dell’avviso bonario era stato preventivamente stabilita dalla Cassazione a Sezioni Unite n. 21498 del 12 novembre 2004 (ud. del 23 settembre 2004) Pres. Carbone, Rel. Papa. L’infelice formulazione dell’art. 6 della legge che parla di incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione non puo’ lasciare spazio ad interpretazioni estensive. Il termine utilizzato dal legislatore qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione, costituisce un caso tipico nel quale il legislatore ha detto di piu’ di quello che voleva dire, cosa significa? Rilevante per chi? Rilevante per l’importo? Per difformità? Una interpretazione estensiva contrasterebbe con il principio della certezza del diritto, dando un’ampio spazio di discrezionalità all’interprete in contrasto con i principi della certezza del diritto, della legalità e della tassatività previsti dalla riforma dal nostro ordinamento.

 

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